Pilates?

In risposta all’articolo pubblicato in data 11 agosto 2010 dal quotidiano La Repubblica, firmato dalla inviata Cristina Nadotti , con il presente intendiamo fare alcune precisazioni come operatori qualificati del metodo Pilates,  allo scopo di garantire una corretta informazione e di evitare qualsiasi tipo di confusione nei lettori.

“Gli esperti bocciano il Pilates: è dannoso”: già il titolo lascia presupporre una sentenza emessa a Londra da qualche ente superiore. In realtà tutto parte dalla giornalista inglese Peta  Bee, esperta  di fitness e non di Pilates,  che, in data 10 agosto 2010 pubblicava con il titolo “Il mito della stabilità del core” un articolo sul Times di Londra.

Prendendo spunto da quest’ultimo,  Nadotti travisava a tal punto da scrivere “ il Pilates è una ginnastica inventata 10 anni fa da un neuroscienziato australiano, Paul Hodges”.

A tale proposito vogliamo precisare che il metodo Pilates prende il nome dal suo inventore Joseph Rupert Pilates, il quale ha dedicato tutta la sua vita allo sviluppo di tale disciplina, mentre Paul Hodges è l’autore di accurati studi scientifici sulla lombalgia.

E’ grazie al  contributo di scienziati come P.Hodges  e a quello di altri illustri ricercatori che oggi il mondo evoluto di Pilates e gli istruttori provenienti  da scuole qualificate, non ricorrono mai all’indicazione riportata nell’articolo ”contraete l’addome come se l’ombelico dovesse toccare la colonna vertebrale”. Forse istruttori improvvisati o sfornati in un fine settimana da organizzazioni di fitness mordi e fuggi potranno servirsi ancora di tali indicazioni imprecise e obsolete.

Continua l’articolo “..ma ora un gran numero di  teorici  dell’allenamento, fisiatri ed esperti di biomeccanica della colonna, dimostra, studi alla mano che l’importanza del muscolo addominale è stata sovrastimata”.

In realtà non esiste il muscolo addominale tout cour, bensì diversi muscoli con ben precise e specifiche funzioni e qualsiasi istruttore qualificato e aggiornato sa, che un sovrareclutamento del retto addominale  e degli obliqui esterni, che non hanno nessuna inserzione nella colonna, possono creare instabilità nel tratto lombopelvico; ben diverso è il ruolo del muscolo traverso, che è uno stabilizzatore , da non confondere con l’obliquo interno.

Il citato Stuart Mc Gill non afferma nulla di nuovo per tutti gli istruttori che hanno seguito una formazione rigorosa e riconosciuta a livello internazionale da organismi come  PMA (Pilates Method Alliance).

Prosegue l’articolo citando l’American Council Excercise, per parlare di dispendio energetico, ma diversamente dal fitness il Pilates non ha lo scopo di incrementare il dispendio energetico, bensì di lavorare su tutta la muscolatura del corpo in modo equilibrato.

L’articolo si chiude, infine, con i suggerimenti di Eyal Lederman,  non  un  ricercatore, bensì un fisioterapista e osteopatia, di certo preparato nella sua  materia, ma non  esperto di Pilates.

Per precisione Lederman, nella citazione del Times, non non fa alcun riferimento diretto al Pilates, poiché descrive il lavoro di rinforzo dell’addome che si pratica in ambiente sportivo.

Augurandoci di  aver restituito una immagine del Pilates più coerente e attendibile alle realtà più evolute ed aggiornate, invitiamo la sig.ra Nadotti  nonché i lettori di questo articolo a rivolgersi a studi Pilates qualificati e in linea con i protocolli internazionali (PMA).  

Dott.ssa AnnaMaria Vitali, master trainer Balanced Body University.

 AlessandraMaria Martinez, istruttrice certificata BBU.

 Valentina  D’Antona, istruttrice certificata BBU.

E tutti gli istruttori certificati BBU.

Published in: on settembre 17, 2010 at 6:51 am  Lascia un commento  

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