Carpe Diem

Quinto Orazio Flacco

Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi

finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios

temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati,

seu plures hiemes, seu tribuit Iuppiter ultimam,

quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare

Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi

spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida

aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.

[Orazio, Ode I, 11]

 

COGLI IL GIORNO

Tu non domandare – e’ un male saperlo – quale sia l’ultimo giorno che gli dei, Leuconoe, hanno dato a te e a me, e non tentare gli oroscopi di Babilonia. Quanto e’ meglio accettare qualunque cosa verra’, sia che sia questo inverno – che ora stanca il mare Tirreno sulle opposte scogliere – l’ultimo che Giove ti ha concesso, sia che te ne abbia concessi ancora parecchi, sii saggia, filtra il vino e taglia speranze eccessive, perche’ breve e’ il cammino che ci viene concesso. Mentre parliamo, gia’ sara’ fuggito il tempo invidioso: cogli il giorno, fidandoti il meno possibile del domani .

Published in: on maggio 14, 2012 at 1:11 pm  Lascia un commento  
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